Rischi Catastrofali
Dal 1970, il numero di disastri legati al clima è quintuplicato, secondo il recente report dell’ OMM (Organizzazione mondiale della meteorologia), che è un’Agenzia della Nazioni Unite.
RMS, azienda leader mondiale nella modellazione di catastrofi, sostiene che in base ai suoi nuovi modelli sui cambiamenti climatici e dell’attuale tasso di esposizione ai rischi, le perdite medie annuali assicurate (average annual losses, AAL) dai venti degli uragani del nord Atlantico potrebbero aumentare fino a un massimo del 24% entro il 2050, mentre il rischio alluvionale europeo AAL potrebbe aumentare fino a un massimo del 59% entro il 2050, in mancanza di interventi di mitigazione del rischio.
A livello globale, le perdite del settore assicurativo da catastrofi naturali e disastri causati dall'uomo ammontano a 83 miliardi di dollari nel 2020. L’Italia, nonostante la forte esposizione a fenomeni geologici e climatici estremi, fa un uso ancora limitato di strumenti assicurativi specializzati a tutela di privati ed aziende, al punto che il Paese vanta il triste primato del maggior deficit di protezione per le calamità naturali in Europa, con solo il 3,2% delle perdite assicurato (dati Swiss RE).
Anra si schiera al fianco dell’Ania sulla necessità di creare un modello pubblico privato che vada a rafforzare le attualmente scarse tutele di cittadini e imprese in caso di eventi catastrofali di origine naturale o pandemica. Infatti, solo un sistema pubblico – privato può dare risposte soddisfacenti e su larga scala.
“A fine 2019 l’industria assicurativa italiana si presentava in buona salute: la raccolta premi superava i 140 miliardi (+ 4 per cento sul 2018) raggiungendo il 7,8% del PIL; il ROE era di poco superiore al 12% (in forte crescita rispetto al 6,4%); i fondi propri erano circa 2,4 volte il requisito minimo di capitale”. È quanto ha detto il presidente dell’Ivass, Daniele Franco, nelle considerazioni annuali online dell’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni.
Serve una cooperazione fra pubblico e privato per aumentare la diffusione nel nostro Paese delle coperture assicurative per gli immobili contro le calamità naturali come terremoti e alluvioni. Coperture a oggi decisamente residuali, a fronte dell’aumento della frequenza degli eventi catastrofali.
Gli effetti dei cambiamenti climatici sono diventati una realtà quotidiana. Secondo le Nazioni Unite, proprio le mutazioni in corso provocano una catastrofe a settimana. Il dato è stato diffuso da Mami Mizutori, rappresentante speciale del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres per la riduzione del rischio legato ai disastri naturali.
Il riassicuratore elvetico Swiss Re ha chiuso l’esercizio 2018 registrando un aumento del 27,2% dell’utile netto, salito a 421 milioni di dollari rispetto ai 331 milioni dell’anno precedente. Un risultato comunque inferiore alle previsioni degli analisti che, secondo Reuters, si attendevano un rislutato netto di 525 milioni di dollari.
Sempre più di frequente il mondo delle imprese si trova a confrontarsi con situazioni critiche e danni catastrofici causati da eventi climatici estremi ed imprevedibili.
Nicola Ricci, presidente dell’Osservatorio nazionale condomini e autore del libro “La vita facile dell’amministratore di condominio”, presentato alla Camera dei Deputati ha detto nel suo intervento che “il 78% degli edifici italiani è a rischio di eventi naturali, ma solo il 2% è coperto da una forma di copertura assicurativa per gli eventi sismici e meteo. Sei dei dieci terremoti più devastanti che si sono verificati in Europa nel periodo 1970-2016 sono avvenuti in Italia, e ogni anno riparare i danni catastrofali costa circa 3 miliardi di euro. Servono subito incentivi fiscali più incisivi e la creazione del registro dei condomini, con l’obiettivo di diffondere una maggiore cultura della prevenzione”. Siamo tra i primi in Europa per acquisto di abitazioni ma tra gli ultimi per politiche di prevenzione e troppo spesso, “dimentichiamo’ di assicurare la nostra casa”.
Cattolica Assicurazioni ha raggiunto un accordo con la Cei (Conferenza Episcopale Italiana) per la realizzazione di una copertura assicurativa unica nel suo genere. Infatti, l’intesa prevede la realizzazione di una copertura per i danni da eventi catastrofali che proteggerà tutte le 25.796 parrocchie delle 225 Diocesi italiane.
Se pensate che le catastrofi naturali sono il fattore maggiormente impattante sulla produzione economica globale, avete sbagliato a fare i vostri conti, perché i danni provocati dall’uomo sono peggiori di quelli causati da uragani e terremoti.
Si avvicina la stagione 2018 degli uragani atlantici che va dal 1 giugno a 30 novembre. Secondo i ricercatori della Colorado State University saranno 14 le tempeste nominate nell’Oceano Atlantico, ovvero quelle che raggiungeranno almeno il rango di tempesta tropicale, per una stagione degli uragani leggermente sopra la media.
Allianz Global Corporate & Specialty SE (AGCS), la società specializzata in rischi corporate del gruppo Allianz, lancia Nat Cat Solutions di Allianz Risk Consulting, il nuovo servizio per la prevenzione dei rischi di catastrofi naturali.
Gli effetti dei cambiamenti climatici sono evidenti anche nel nostro Paese, dove i danni provocati da terremoti, alluvioni ed eruzioni vulcaniche hanno causato danni economici per 49,9 miliardi di euro negli ultimi 15 anni.