Brexit
I Lloyd’s, il mercato assicurativo e riassicurativo per i rischi speciali, hanno annunciato la nascita di una nuova compagnia assicurativa europea con sede a Bruxelles.
Sono almeno 30 le imprese di assicurazioni operanti nel Regno Unito che sono alla ricerca di una nuova casa in Irlanda, in modo da poter mantenere l’accesso al mercato dell’Unione Europea anche dopo l’uscita definitiva dall’Unione Europea della Gran Bretagna.
Sono molti gli assicuratori che in seguito alla Brexit hanno annunciato la loro intenzione di spostare la propria sede dal Regno Unito, ma finora solo uno ha comunicato la sua scelta di aprire una filiale in un altro paese UE. Si tratta della statunitense American International Group (AIG) che ha reso noto la costituzione di una nuova filiale europea in Lussemburgo.
Sul mercato finanziario e assicurativo di Londra continua ad aleggiare un velo di incertezza, dovuto alla Brexit. Anche se il clima, dopo lo sconcerto dei primi giorni si è decisamente stabilizzato verso posizioni meno allarmistiche.
Hiscox Ltd, underwriter dei Lloyd’s of London, ha iniziato a confrontarsi con i regulator di Lussemburgo e Malta sulle modalità di stabilimento di una filiale in uno dei paesi UE da dove poter servire la clientela europea. Una scelta indispensabile dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.
Aon lancia anche in Italia Brexit Navigator, una soluzione in tre fasi progettata per supportare le aziende internazionali che operano nel Regno Unito a quantificare l'impatto dei rischi e le opportunità derivanti dalla Brexit, con l’obiettivo di poter adottare soluzioni di risk management e risk financing.
Ai piani alti degli uffici dei Lloyd’s of London si sta lavorando in questi giorni per definire il piano strategico post-Brexit che verrà reso noto agli inizi del prossimo anno, insieme al calendario che scandirà lo spostamento dei propri affari in uno dei Paesi dell’Unione europea. Mossa che suscita diverse preoccupazioni a Londra, ma che era stata ampiamente anticipata dal presidente John Nelson.
Secondo una ricerca effettuata dal gruppo assicurativo inglese RSA, la Brexit non preoccuperebbe molto i broker del Regno Unito. Il 63% dei broker intervistati giudica infatti positivamente l’uscita dall’Unione Europea, mentre secondo il 32% la Brexit non avrà alcun tipo di ricadute per il segmento delle PMI e solamente il 17% pensa che invece le conseguenze saranno negative per il business delle aziende clienti.
L’interesse per operazioni di M&A in Europa ha subito un rallentamento a seguito della decisione del Regno Unito di lasciare l’Unione Europea, secondo quanto emerso nella quarta edizione dell’European M&A Outlook, pubblicato da CMS in collaborazione con Mergermarket.
Le numerose incertezze che interessano l’economia mondiale pesano anche sulla salute finanziaria delle imprese. Due fenomeni continuano ad incidere sul contesto economico.
A due mesi di distanza dal referendum nel Regno Unito il dibattito sull’uscita dall’UE non è destinato a diminuire. Negli ultimi giorni infatti i grandi gruppi finanziari londinesi si sono detti piuttosto preoccupati sull’esito dei negoziati che definiranno le condizioni del divorzio da Bruxelles.
Come investire dopo la Brexit? Come prima, ovvero valutando la consistenza dei mercati (che in questi momenti consigliano azioni dell’Eurozona, Giappone, India, oro, settore energetico e dell’acqua).
Secondo le autorità britanniche Theresa May sarebbe intenzionata a dare inizio alle trattative per definire le condizioni della Brexit nei primi mesi del 2017, quasi certamente non prima di aprile.
Secondo Morningstar lo scorso luglio si sono registrati i risultati peggiori dal gennaio 2008 per quanto riguarda il settore private equity, con i fondi europei che nel complesso hanno perso 17,7 miliardi di euro.
Il gruppo americano ha annunciato l’aggiunta di un nuovo servizio assicurativo in risposta alle incertezze della Brexit.