Auto
Organizzare le ferie significa anche valutare quanto costa raggiungere la meta. La nuova indagine Nielsen commissionata da Prima Assicurazioni mostra che il 61,1% degli italiani inserisce carburante, pedaggi e spostamenti nel budget delle vacanze, segnale di una crescente attenzione alle spese legate alla mobilità. Tuttavia, l’impatto economico non si traduce automaticamente in un cambio di programma: solo il 20,9% modifica la destinazione o ripensa il viaggio per contenere i costi, mentre il 40,2% si limita a considerarli senza farne un criterio decisivo.
Il rapporto tra i giovani italiani e le auto cinesi sta vivendo una trasformazione profonda. La nuova instant survey di Areté, realizzata a maggio, mostra un cambio di percezione ormai evidente: tre giovani su quattro si dichiarano pronti ad acquistare un’auto prodotta in Cina, con una preferenza netta per modelli ibridi e un budget massimo di 30.000 euro. Una soglia che intercetta un’offerta già ampia e in rapida espansione.
Il costo dell’auto torna al centro dell’attenzione economica delle famiglie italiane. Secondo un’analisi di Facile.it in collaborazione con Pratiche Auto Online, mantenere un veicolo può arrivare a costare fino a 4.486 euro l’anno, considerando assicurazione, bollo, carburante, manutenzione e usura. Un valore che varia sensibilmente in base alla città e al profilo dell’automobilista.
Nonostante la crescente diffusione di ricerche online e configuratori digitali, il concessionario mantiene un ruolo chiave nel percorso d’acquisto dell’auto. Lo rileva l’instant survey “Come si sceglie una nuova auto?” realizzata da Areté, società di consulenza operativa e strategica, che fotografa comportamenti e priorità degli italiani nella scelta della nuova vettura.
Questa settimana entreranno in vigore due novità significative per il parco auto italiano, pensate sia per l’ambiente sia per la sicurezza stradale.
L’industria automobilistica italiana sta registrando un progressivo e strutturato riposizionamento delle preferenze dei consumatori verso i brand di produzione cinese, un fenomeno che l'ultima instant survey di Areté, datata gennaio 2026, delinea con estrema precisione statistica.
Al Tavolo Automotive convocato al Mimit, la filiera italiana dell’auto ha portato una posizione chiara: decarbonizzare sì, e farlo subito, ma con strumenti che tengano conto della realtà industriale ed economica del Paese.
Nelle città di provincia italiane, quelle con meno di 250 mila abitanti che rappresentano la spina dorsale del Paese, la mobilità ha ancora un volto ben preciso: quello dell’automobile. Lo conferma la nuova instant survey di Areté, che ha fotografato abitudini e opinioni di chi vive nei cosiddetti comuni medio-piccoli.
Nel mese di luglio 2025 il mercato automobilistico italiano continua a mostrare segnali di debolezza, con un calo delle immatricolazioni pari al 5,11% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
Nel 2024 il mercato delle immatricolazioni auto per i privati con partita IVA ha segnato un sostanziale equilibrio, chiudendo l’anno con 190.286 unità immatricolate, in leggera flessione dello 0,6% rispetto al 2023.
Secondo un’indagine condotta per conto di Facile.it dall’istituto di ricerca mUp Research, “circa 10 milioni e 700mila individui guidano un’auto con più di 15 anni (41,2% del campione), dato che supera il 43% fra i residenti al Sud e nelle Isole e sfiora il 50% tra i rispondenti con un’età compresa tra i 65 e i 74 anni”.
Le auto che circolano in Italia sono sempre più vecchie, raggiungendo a maggio 2025 un'età media record di 12 anni e 2 mesi.
Entro il 2028 il mercato automobilistico italiano vedrà l’ingresso di ben 27 nuovi marchi, con una netta predominanza di quelli cinesi, che rappresenteranno il 90% del totale. Questo cambiamento è già in atto: nel primo trimestre del 2025, infatti, le auto di nuovi brand cinesi hanno raggiunto una quota di mercato del 5,8%, in crescita rispetto al 3,7% del 2024 e allo 0,4% del 2021, come evidenziato dal New Brand Observatory di Quintegia presentato all’Automotive Dealer Day di Verona.
Il settore del finanziamento auto ha mostrato segnali di vitalità nel 2024, con un aumento del 4,6% del volume complessivo di prestiti e leasing erogati rispetto all’anno precedente.
Con il cambiamento climatico, fenomeni estremi come grandinate, trombe d’aria e downburst stanno diventando sempre più frequenti, rappresentando un rischio concreto per i veicoli.