Salute
Sarà presto disponibile una app per l’assistenza sanitaria all’estero. L’iniziativa ha lo scopo di tracciare una vera e propria mappa mondiale dell’assistenza sanitaria, ed è stata promossa dal Ministero della Salute. In questo modo sarà più facile avere a che fare con le pratiche e le assicurazioni da stipulare nel caso di problemi di salute all’estero. L’applicazione per dispositivo mobile si chiama “Se parto per…”.
Le difficoltà del contesto economico e i continui problemi legati all’occupazione impoveriscono sempre di più le famiglie italiane che per far quadrare i conti sono costrette a risparmiare anche sulla salute. È questo il quadro desolante che emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, la compagnia del Gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria.
Lo scorso 27 novembre l’Unione Europea Assicuratori ha organizzato un importante convegno sulla sanità integrativa, presso l’Università degli Studi di Milano. All’evento ha partecipato un’ampia platea di intermediari, esperti e stakeholder del settore assicurativo interessati ad approfondire un tema tanto attuale quanto controverso, con un potenziale di sviluppo enorme per il mercato assicurativo, ma da anni “bloccato” dall’assenza di un quadro giuridico e normativo definito.
Nel contesto attuale in cui le dinamiche economiche, demografiche e sociali in corso evidenziano un crescente bisogno di forme di tutela, in particolare per la salute - ad integrazione e supporto di quelle offerte dal Servizio Sanitario Nazionale - non stupisce scoprire che quasi un italiano su due (48%) dichiari di essersi informato su quali misure integrative siano previste dal proprio contratto e che il 30% sappia che il proprio contratto di lavoro prevede una copertura per le prestazioni sanitarie (percentuale che sale al 37% tra gli uomini).
Secondo l’indagine realizzata dall’Osservatorio Assidim Eurisko, nonostante la crisi economica e la disoccupazione crescente per gli italiani sono sempre la salute e la prevenzione i valori primari.
L’iWatch, lo smartwatch della Apple, non è ancora in produzione ma l’attesa è già molto alta. Oltre alla funzionalità di questo orologio-dispotivo si comincia a parlare anche del prezzo. Secondo Timothy Arcuri, analista di Cowan & Co, l’orologio intelligente che Apple metterà in commercio entro l’anno, potrebbe dare un’importante svolta al settore delle assicurazioni sulla salute e sulla vita. Il motivo è molto semplice: lo smartwatch integrerà quasi sicuramente svariati sensori biomedici, in grado di monitorare i principali parametri della salute. E poiché l’iWatch fungerà anche da strumento diagnostico, in grado di segnalare possibili problematiche, le assicurazioni sanitarie potrebbero decidere di proporre interessanti sconti sulle polizze sulla salute e sulla vita a chi deciderà di indossare l’orologio del futuro.