Danni catastrofali
Secondo le stime di Munich Re, le perdite economiche causate da catastrofali naturali nel 2018 ammontano a circa 160 miliardi di dollari (lontano dal record di 350 miliardi del 2017), mentre le perdite assicurate sono pari a 80 miliardi di dollari.
Il 2018 si va a concludere lasciando in eredità agli assicuratori un conto salato da pagare sul fronte dei danni catastrofali. Terremoti, cicloni, tempeste, alluvioni e incendi hanno causato danni assicurati per 79 miliardi di dollari, secondo le stime di fine anno di Sigma di Swiss Re.
Gli incendi delle foreste della California lasceranno agli assicuratori un conto da 10 miliardi di dollari. È quanto sostiene Munich Re che subirà un impatto finanziario dai costi per gli indennizzi ma senza conseguenze sulle proprie stime di bilancio. Confermato infatti il target di fine anno con un utile netto tra 2,1 e 1,5 miliardi di euro.
È ormai salito a 74 morti il bilancio delle vittime degli incendi della California, mentre il numero dei dispersi ha ormai superato i mille. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è arrivato per un sopralluogo sui luoghi che hanno subito i maggiori danni nell’incendio con il maggior numero di vittime da un secolo a questa parte.
Secondo le stime riportate da Nikkei Asian Review le tre principali compagnie di assicurazioni P & C del Giappone pagheranno fino a 8,8 miliardi di dollari di sinistri nell’anno fiscale 2018 che terminerà nel marzo 2019.
Dopo la straordinaria ondata di maltempo che ha colpito il nord Italia nei giorni scorsi, i vertici di ITAS Assicurazioni hanno effettuato un importante sopralluogo in val di Fiemme, uno dei luoghi più colpiti dal maltempo in Provincia di Trento assieme alla Val di Sole, Primiero, Valsugana e Pinetana.
L’assicuratore americano Allstate Corporation stima in circa 177 milioni di dollari le perdite (ante imposte) causate nel mese di settembre dagli eventi catastrofali. Il solo uragano Florence rappresenta circa il 50% del totale dei risarcimenti per danni catastrofali del mese di settembre.
Secondo il nuovo Rapporto dei Lloyd’s sulla Sottoassicurazione Globale 2018, A World at Risk, il patrimonio sotto-assicurato nel mondo è oggi stimabile in 163 miliardi di dollari, creando un’esposizione che costituisce una minaccia significativa per i mezzi di sostentamento e la prosperità globale.
Secondo le prime stime di AIR Worldwide, società specializzata nella realizzazione di modelli predittivi delle catastrofi, i danni causati dal Tifone Jebi che lo scorso 4 settembre ha colpito l’area a Nishinomiya, nel Giappone occidentale, costeranno all’industria assicurativa tra i 2,3 e i 4,5 miliardi di dollari.
Secondo le stime di Swiss Re le perdite economiche complessivamente causate da catastrofi naturali e disastri provocati dall’uomo ammontano a 36 miliardi di dollari a fine del primo semestre dell’anno. Una cifra decisamente inferiore ai 64 miliardi dello scorso anno e soprattutto rispetto ai 125 miliardi che rappresentano la media degli ultimi dieci anni.
Le perdite economiche globali dovute a calamità naturali del primo semestre 2018 sono stimate in 45 miliardi di dollari, ovvero il 64% in meno rispetto alla media degli ultimi dieci anni di 124 miliardi di dollari, secondo la ricerca “Global Catastrophe Recap: First Half of 2018”, realizzata da Impact Forecasting, il team di sviluppo di modelli catastrofali di Aon.
Cattolica Assicurazioni ha raggiunto un accordo con la Cei (Conferenza Episcopale Italiana) per la realizzazione di una copertura assicurativa unica nel suo genere. Infatti, l’intesa prevede la realizzazione di una copertura per i danni da eventi catastrofali che proteggerà tutte le 25.796 parrocchie delle 225 Diocesi italiane.
Se pensate che le catastrofi naturali sono il fattore maggiormente impattante sulla produzione economica globale, avete sbagliato a fare i vostri conti, perché i danni provocati dall’uomo sono peggiori di quelli causati da uragani e terremoti.
Si avvicina la stagione 2018 degli uragani atlantici che va dal 1 giugno a 30 novembre. Secondo i ricercatori della Colorado State University saranno 14 le tempeste nominate nell’Oceano Atlantico, ovvero quelle che raggiungeranno almeno il rango di tempesta tropicale, per una stagione degli uragani leggermente sopra la media.
È destinato a crescere il rischio alluvioni in tutta Europa. Non lascia molto spazio all’ottimismo l’ultimo studio realizzato dal Joint Research Center della Commissione Europea che ha misurato i possibili impatti delle alluvioni secondo tre possibili scenari disegnati sulla base di aumenti delle temperature continentali di 1,5°C, 2°C e 3°C.