Swiss Re
Nuovi rischi emergono continuamente e la decima edizione del rapporto Sonar di Swiss Re, va a identificare i rischi emergenti, a partire dallo scioglimento dei giacchi liberano antichi agenti patogeni.
È probabile che l’impatto della guerra tra Russia e Ucraina sul settore assicurativo possa essere molto simile a quello di una catastrofe naturale di medie dimensioni.
Il riassicuratore Swiss Re ha chiuso il primo trimestre dell’anno con una perdita netta di 248 milioni di dollari, a fronte di un utile di 333 milioni dei primi tre mesi dello scorso anni. A pesare sul peggioramento dei risultati sono gli effetti della guerra in Ucraina e gli oneri superiori al previsto per le catastrofi naturali.
Gli azionisti di Swiss Re hanno approvato tutte le proposte presentate dal consiglio di amministrazione all’assemblea annuale.
Nel 2021 le catastrofi naturali hanno provocato danni economici per 270 miliardi di dollari a livello globale. Si tratta di un aumento del 33% rispetto ai 203 miliardi dell’anno precedente.
Il gruppo riassicurativo Swiss Re ha chiuso il 2021 registrando un utile netto di 1,4 miliardi di dollari a fronte della perdita secca da 878 milioni dell’anno precedente. Un risultato importante tenuto conto che il gruppo svizzero ha dovuto assorbire i costi di 2,4 miliardi di dollari dovuti alle calamità naturali.
Il colosso riassicurativo Swiss Re ha annunciato un investimento per guidare il nuovo round di finanziamento pre-serie A in favore della insurtech argentina Klimber.
La serie di tornado che ha devastato gli Stati Uniti è solo l’ultimo capitolo di una lunga saga di eventi meteorologici estremi, come l’eccezionale gelo invernale dello scorso anno, inondazioni, tempeste, uragani e ondate di caldo fuori dalla norma, che nel 2021 hanno provocato per le assicurazioni perdite per 105 miliardi di dollari, il quarto livello più alto dal 1970.
Swiss Re ha raggiunto l’accordo per cedere a Swiss Life la controllata elipsLife, società di assicurazioni vita per clienti istituzionali (settore B2B) quali fondi pensione, fondazioni collettive, aziende e associazioni.
Swiss Re ha stretto una partnership con il colosso tecnologico cinese Baidu per fornire le proprie competenze assicurative e i propri servizi innovativi per tutto quello che concerne la gestione del rischio per l’auto a guida autonoma.
Swiss Re, la numero due al mondo nel settore delle riassicurazioni ha chiuso i primi nove mesi del 2021 con un utile netto di 1,26 miliardi di dollari, a fronte della perdita di quasi 700 milioni di un anno fa, trainato dalla solida performance del segmento property and casualty (P&C) che ha più che compensato la perdita nel business life and health (L&H). Un risultato decisamente positivo tenuto conto delle forti perdite registrata a causa degli eventi catastrofali e della pandemia.
A livello globale, l’ammontare complessivo dei premi P&C Property and Casualties è destinato a raddoppiare, passando dagli attuali 1.800 miliardi di dollari versati ogni anno fino a 4.300 miliardi di dollari entro il 2040. Lo prevede il colosso svizzero della riassicurazione Swiss Re nello studio “More risk: the changing nature of P&C insurance opportunities to 2040”.
L’economista Thomas Holzheu di Swiss Re si aspetta nel post-pandemia una ripresa dell’industria assicurativa mondiale più rapida e consistente rispetto all’uscita dalla crisi finanziaria del 2008. E questo nonostante uno scenario non proprio favorevole tra bassi tassi di interesse e rischi di inflazione.
L’impatto del Covid ha ridotto di un quinto la capacità di reagire agli shock. È quanto rileva la terza edizione del Resilience Index pubblicato dallo Swiss Re Institute. Si tratta di una classifica elaborata insieme alla London School of Economics che misura la capacità dei diversi Paesi di reagire a improvvisi eventi avversi attraverso il calcolo combinato di 10 diversi fattori (efficienza mercato del lavoro, deficit pubblico, penetrazione assicurativa, capitale umano, emissioni di Co2, diseguaglianze economiche, etc).
Il costo economico della crisi climatica continua a crescere e va a incidere anche in maniera diretta sull’industria assicurativa.