Danni catastrofali
Il calo delle perdite assicurate causate da catastrofi naturali registrato nel 2025 non rappresenta, secondo Willis Towers Watson, un reale miglioramento del profilo di rischio. Al contrario, il settore deve confrontarsi con un livello di esposizione che si mantiene strutturalmente elevato e con dinamiche di sinistro sempre più articolate e difficili da prevedere.
Il passaggio del ciclone Harry sul Sud Italia ha lasciato dietro di sé danni diffusi e comunità in difficoltà. In questo contesto, Generali – insieme a Cattolica e Alleanza Assicurazioni – ha scelto di intervenire con un pacchetto di misure straordinarie, attivando il protocollo “Qui per voi”, lo strumento operativo pensato per affrontare eventi atmosferici di natura eccezionale. L’obiettivo è uno: garantire una gestione rapida dei sinistri e un supporto concreto alle persone colpite.
Il 2025 si chiude con un bilancio che il settore assicurativo conosce fin troppo bene: perdite elevate, eventi estremi sempre più frequenti e un clima che continua a spingere verso nuovi record. A livello globale i disastri naturali hanno generato danni per 224 miliardi di dollari, di cui 108 miliardi coperti dalle assicurazioni. Ancora una volta la soglia dei 100 miliardi di dollari di perdite assicurate è stata superata, segno che la pressione sul mercato non accenna a diminuire. Eppure, paradossalmente, il totale dei danni è stato inferiore alla media dell’ultimo decennio, un risultato dovuto più alla fortuna che a un reale miglioramento del rischio.
Nonostante sia ancora presto per avere un quadro definitivo, Munich Re ha già tracciato una prima stima delle perdite legate all’uragano Melissa. Christoph Jurecka, Cfo del Gruppo, ha dichiarato durante la presentazione dei risultati del terzo trimestre 2025: “Melissa, la nostra attuale ipotesi è che si tratterà di una perdita nell’ordine delle centinaia di milioni di euro”.
Hurricane Melissa, il primo uragano di categoria 5 a toccare terra nella storia della Giamaica e tra i più potenti mai registrati nell’Atlantico, ha provocato perdite economiche stimate tra i 48 e i 52 miliardi di dollari, secondo le stime preliminari di AccuWeather.
La stagione degli uragani nell’Atlantico si sta rivelando sorprendentemente tranquilla e, secondo J.P. Morgan, questo potrebbe tradursi in un vantaggio netto per i riassicuratori, capaci di compensare ampiamente l’effetto di un mercato in fase di ammorbidimento.
Il mercato dei catastrophe bond sta vivendo un momento di straordinaria espansione, con il primo semestre del 2025 che ha già segnato risultati eccezionali destinati a lasciare il segno nella storia di questo strumento finanziario.
Secondo un allarmante studio dell’assicuratore inglese MS Amlin, rilanciato da Reinsurance News, le perdite assicurate causate dagli uragani negli Stati Uniti potrebbero schizzare verso l'alto di quasi il 50% se le temperature globali aumentassero di 2°C.
Gli incendi boschivi in California sono diventati un campanello d’allarme anche per il mercato assicurativo europeo. I recenti roghi che hanno devastato la contea di Los Angeles causando oltre 40 miliardi di dollari di perdite assicurate, mostrano quanto il rischio possa manifestarsi anche fuori dai periodi tradizionali, secondo quanto emerge da un report di Swiss Re.
Una battaglia legale da 6,5 miliardi di rand, pari a circa 316 milioni di euro, è stata avviata in Sudafrica da una compagnia assicurativa giapponese, a seguito dei gravi danni da alluvione che nel 2022 hanno colpito lo stabilimento Toyota vicino a Durban.
Gli assicuratori statunitensi del ramo property & casualty hanno quasi raddoppiato i loro utili nell’ultimo anno, raggiungendo 171 miliardi di dollari dopo le tasse, rispetto ai 92 miliardi del 2023.
Migliorare il Decreto-legge 39/2025, che introduce l’obbligo per le imprese di assicurarsi contro i rischi catastrofali. Con questo intento ANAPA Rete ImpresAgenzia, ha inviato alla VIII Commissione della Camera dei Deputati una lettera contenente una serie di proposte migliorative al decreto che introduce un ingresso graduale dell’obbligo, per le imprese, di dotarsi di polizze assicurative CAT-NAT, a copertura dei danni derivanti da eventi catastrofali, differenziando fra grandi, medie, piccole e microimprese.
A pochi giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto attuativo sulle polizze contro calamità e catastrofi naturali che le imprese devono stipulare, con l'obbligo che decorre dal 31 marzo, Angelo Camilli, vicepresidente di Confindustria, ha spiegato la posizione dell’associazione in un’intervista sul Sole 24 Ore.
A partire dal 31 marzo 2025, tutte le imprese italiane saranno obbligate a sottoscrivere una polizza contro le calamità naturali (Cat Nat). Questo obbligo si estende a tutte le attività economiche con sede legale in Italia o con una stabile organizzazione nel Paese, ad eccezione delle imprese agricole. La polizza dovrà coprire i danni diretti ai beni aziendali – inclusi terreni, fabbricati, impianti e macchinari – causati da eventi come terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni.
Il settore agricolo italiano sta vivendo un periodo di forte intervento pubblico per garantire la sicurezza e la sostenibilità delle produzioni agricole, con un focus particolare sulla gestione del rischio legato agli eventi catastrofali.